Rabbia, tristezza, disgusto: da qualche mese per lavoro sono a Londra (un’altra capitale europea caduta come Roma in mano alla destra più sfacciata) e oggi, leggendo sulla metropolitana le notizie da Verona, sono queste le prime sensazioni che provo.

Ancora una volta, sui giornali compare una sigla minacciosa, che ho imparato a detestare: Veneto Fronte Skinheads. Questo nome cretino e sgrammaticato, nonostante l’incongruenza geografica (per chi non lo sapesse, Pavia è in Lombardia), veniva usato anche a Pavia dal gruppetto di neonazisti prepotenti che per anni hanno riempito le pagine della stampa locale con le loro bravate.

Purtroppo, in quelle pagine spesso c’era anche il mio nome, insieme a quello di tanti altri compagni e amici che hanno subito le angherie di questi squadristi di provincia. Un evento su tutti: il 28 marzo 2003 una squadraccia di picchiatori, capeggiati proprio dai bulli del Veneto Fronte Skinheads, assalta il Centro Sociale “Barattolo”, facendo feriti e danni per migliaia di euro.

Per quell’assalto si è tenuto un processo, anzi due, dove finora i violenti del VFS hanno riportato condanne su condanne, ma mai sufficienti a farli effettivamente pagare con il carcere. A difendere i più scalmanati c’era un avvocato di Verona, Roberto Bussinello, all’epoca dirigente di un altro gruppo, Forza Nuova, di cui diversi skinheads facevano parte. Me lo ricordo bene, quell’avvocato, quando senza il minimo senso del pudore tentò di ribaltare il ruolo di vittime ed aggrediti, chiedendo serenamente che io fossi condannato per… tentata strage! Ovviamente, l’assurda richiesta venne respinta dal giudice tra i lazzi e il disprezzo dei presenti.

Chi difende oggi Raffele Delle Donne, reo confesso per i fatti di Verona? Scrive la Repubblica di oggi: «l’avvocato Tremeloni, dello studio di Roberto Bussinello, un penalista che difende quasi tutti gli imputati di estrema destra in città e si è presentato alle ultime elezioni nella lista di Storace, dopo aver a lungo militanto in Forza Nuova».

Sì, perché va detto che il Veneto Fronte Skinheads è in questo momento diventato una specie di costola de La Destra - Fiamma Tricolore, dopo che il suo leader storico, un certo Puschiavo, ha aderito a quel partito. Si noti che, essendo la Fiamma Tricolore parte della maggioranza che sostiene il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, si potrebbe ben dire che il Veneto Fronte Skinheads sia oggi… al governo della città!

La Destra e la Fiamma Tricolore esistono naturalmente anche a Pavia. La Fiamma ha anche un sito web locale, intestato ad uno degli imputati del processo per l’assalto al Barattolo, dove troviamo invocazioni alla “violenza futurista” e citazioni fasciste come questa (tratta dalla Costituzione della RSI instaurata da Hitler nel Nord Italia): «Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri […] appartengono a nazionalità nemica».

La Lega Nord, che a Verona governa la città insieme alla Fiamma-VFS, ha avuto rapporti con questi skinheads pure a Pavia. Chi legge la stampa locale ricorderà che ci fu un grosso scandalo nel 2001 quando i capi neonazisti del Veneto Fronte Skinheads vennero accusati di riunirsi presso la sede della Lega, una circostanza ammessa dagli stessi vertici cittadini leghisti. Io me lo ricordo molto bene perché vidi coi miei occhi le teste rasate entrare nella sede leghista in Lungoticino.

Si capirà bene, leggendo queste righe, perché ritenga questi gruppi pericolosi e mi scandalizzino i mille fili che li legano a più grandi organizzazioni della destra ufficiale. Bandire queste organizzazioni che promuovono l’odio razziale e la prepotenza dei forti sui deboli, impedire che proseguano la loro opera di propaganda e reclutamento di giovani ignoranti che vogliono menare le mani, chiudere le loro sedi (è nota la polemica contro la sede di Forza Nuova a Pavia, aperta provocatoriamente a due passi dal “Barattolo”) è doveroso, anche se certo non basta quando idee simili vengono propugnate a tutti i livelli da politici senza scrupoli ai massimi livelli dello Stato.

Stringe il cuore leggere le parole coraggiose dei genitori di Delle Donne: «Preferiremmo essere genitori del ragazzo massacrato piuttosto che di nostro figlio». Impediamo che altri ragazzi vengano massacrati, che altri ragazzi vengano trascinati nel circuito infame della violenza di estrema destra, che altri genitori debbano ripudiare i loro figli per gli orrori che la stupidità e il razzismo fanno commettere. Impediamolo a partire da subito.


La lettera (pubblicata dalla Provincia Pavese il 9 maggio 2008) si riferisce all’uccisione di Nicola Tommasoli. Per quell’omicidio sono stati condannati, oltre al citato Raffaele Delle Donne, altri quattro fascisti: Federico Perini, Nicolò Veneri, Guglielmo Corsi e Andrea Vesentini.

La sede di Forza Nuova a Pavia di cui parlavo nella lettera è stata “assediata” da noi antifascisti pochi mesi dopo in reazione a un’ennesima aggressione, mentre stavo ancora a Londra, e chiusa precipitosamente dai fascisti stessi il giorno dopo. Oggi quello stesso locale è ironicamente diventato la nostra sede, intitolata al dirigente comunista e martire antifascista Ferruccio Ghinaglia.